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Gamberetto e l'accensione di una tre cilindri

giovedì 26 novembre 2009

-Gamberetto alle prese con una Honda CB 750 Four-


Non ha  importanza se vecchie o  moderne se supersportive , naked , custom ecc  l'importante  è  mettere  le mani  su  mezzi  che sono  su  due ruote   solo  cosi' riusciamo  a placare  i  nostri  bollenti spiriti  e calmare  la nostra irrefrenabile passione, ma dobbiamo  dire che  avere dentro  un box una moto  del  genere ci  gratifica parecchio  !!!!  Grazie Gamberetto che mi hai  dato l'opportunità di  toccarla, annusarla , guardarla e provarla !!!

  

1.    Sostituzione pneumatici anteriore e posteriore.
2.    Controllo e centratura con la relativa sistemazione cerchio anteriore.
3.    Sistemazione forcella storta anteriori, con la relativa rettifica.
4.    Sostituzione olio forcelle.
5.    Sostituzione e revisione rondelle e coppiglie di drenaggio forcella anteriore.
6.    Sostituzione paraoli forcella anteriore.   
7.    Sostituzione pasticche freno anteriore e pasticche posteriori al 70 %.
8.    Sostituzione cavo tachimetro e la relativa guaina.






1.    Sostituzione assale del forcellone posteriore
2.    Sostituzione e rettifica bronzine sx e dx forcellone posteriore

 

  

Ciao da Gamberetto  e Felipeto  alla prossima !!!




lunedì 23 novembre 2009

- La Maledizione delle Tre J -

Nel Box con Gamberetto e Felipeto si sente anche la Musica e che musica ......................Si ringrazia Luisa  ( Felipeta ) per quello che ci dice qui sotto:

.... si parla della maledizione delle tre J..... in quegli anni di cambiamenti era il 68 circa c'erano tre grandi artisti nella scena musicale


Janis joplin appunto che si affermava come prima donna del rock ,il poeta maledetto Jim Morrison e
Jimi Hendrix che aveva cambiato e rivoluzionato il modo di suonare la chitarra.....


Oltre ad essere tre grandi che hanno lasciato il segno nella storia della musica li  ha uniti anche la morte...


Janis joplin fu trovata morta a Los Angeles nel 1970 per overdose di eroina a 27 anni, fu  poi  la volta  per Jim Hendrix che morì nel 1970 anche lui per una miscela di psicofarmici e tranquillanti a 28 anni e lo stesso Jim Morrison 1971 a 29 anni............ cosi' giovani e in poco tempo hanno fatto la storia........


.... quanto mi piace la storia della musica e quella degli anni 70 è strepitosa!!

Luisa



Janis joplin


piece of my heart






Cry Baby





Summertime







Jim Morrison

Riders on the Storm


Hello, I Love You




Light my fire






Jimi Handrix

Purple haze




Hey Joe




ed infine:

The star-spangled banner (una cover dell'inno degli Stati Uniti, eseguita da Hendrix con una forza e dei suoni stranianti che era facile intendere come la sua protesta per la violenza delle politiche degli USA, nella guerra in Vietnam e negli scontri sociali) by wikipedia


domenica 22 novembre 2009

-Correva l'anno 1930 quando CRIVEL cantò "MA COS'È QUESTA CRISI?"-

Fonte dal  Blog Morte o Gloria : http://morteogloria.blogspot.com/2009/11/ma-cose-questa-crisi.html

Di  video e materiale fotografico per fare tanti Post di  nostra produzione ce ne abbiamo ma nel  frattempo ..........

Non ho  resistito  dovevo  postarlo ..........quanto  è  attuale ?

Mi  viene da dire : C'è sempre una via di  uscita !!! no ?, e parla uno  che  la crisi  la sta sentendo  moltissimo , ma  che  appunto  con la nostra passione per le moto  cerchiamo  di   superarla !!  


Colgo  l'occasione per  salutare  Cesare un nostro amico del  lavoro, purtroppo  non c'è  più  per un incidente  avuto  su  due ruote........... lo  voglio  ricordare xchè  era una bellissima persona e  lavoratore  , faceva almeno  tre lavori , tutti  umili .........
Ciao  Cesare





Dalla canzone:   
Rinunciate all'opinione della parte del leone e chissà che la crisi finirà.
 

sabato 14 novembre 2009

Un Sabato con gli Amici e le Moto...........

Cosa chiedere di  più  che   trovarsi  dentro  al  box  con Gamberetto mettere mano  su  una moto   d'epoca   e ritrovarsi  con degli amici ?
questo  sabato   sono  venuti  a trovarci  Tinapica e Flash.

I lavori  di  manutenzione  sulla Matchless continuano ( Gamberetto  ne  ha fatte  di  cose  ma per ora  non diaciamo  nulla )........ posso  solo dire che oggi  io  mi  sono  messo   li  nel  box  armato  di   spugnette  d'acciaio  , panni  e  pasta  abrasiva  ed ho  messo  per la prima  volta  mano  sulla  vecchietta per ridare  un pò  vita  ai  carter, coperchio  punteria  ecc ecc (però  il  grosso  già  l'aveva  fatto il  Gambero !!!!dare  sempre a Cesare  ciò  che è  di  Cesare !!! ) 



 
 



Il  serbatoio della Tinapica  bike .............
 Nascera un amore tra questi  due? 

                          













Poi subito  al  lavoro  per alzare il  posteriore  della piccola  Bonny di  Tinapica........



Ciao e  alla  prossima ................

martedì 10 novembre 2009

Nessuna nazione al mondo, se non l’ Italia, può vantare......l'essenza della moto si sta perdendo di vista?!

C’era una volta… la moto italiana!


Fonte :  http://www.dueruotenelweb.it/2009/06/cera-una-volta-la-moto-italiana.html

Benelli 98 del 1921
Benelli 98 del 1921
Nessuna nazione al mondo, se non l’ Italia, può vantare un così alto numero di fabbriche motociclistiche dagli anni ’20 agli attuali anni del ventunesimo secolo.
E’ bene ricordarlo, anche se tutto è andato dimenticato da quando nel nostro continente fecero ingresso le moto giapponesi già alla fine degli anni ’60.
L’Italia  fu una vera e propria fucina motociclistica che vide il suo maggiore proliferare subito dopo il termine della due guerre mondiali, quando molti imprenditore poterono convertire le loro fabbriche specializzate in produzione di materiale bellico in qualcosa che in quel momento rappresentava la più grande necessità del Paese, ovvero la mobilità della popolazione.
Vediamo così sorgere nei primi degli  anni ’20  diversi marchi più o meno importanti, più o meno longevi, più o meno rappresentativi: Benelli (Pesaro), Bianchi (Milano), CM (Bologna),  Della Ferrera (Torino), Frera (Tradate), Ganna (Varese), Garabello (Alba e Torino), Garelli (Sesto San Giovanni, Torino), Gilera (Arcore), Mas (Milano), Moto Guzzi (Mandello del Lario), Sertum (Milano), Taurus (Milano).
Tutti modelli che vedevano come primaria importanza un basso costo di acquisto, l’economia di gestione ed una facile reperibilità dei ricambi.
Moto Guzzi Dondolino del 1946
Moto Guzzi Dondolino del 1946
Passando agli anni ’40, terminata la seconda guerra mondiale, vediamo proliferare ancora nuovi marchi, mentre le moto diventano più sofisticate e veloci, ed il quattro tempi  comincia a prendere maggiore campo a dispetto del due tempi,  strutturalmente molto più semplice nella meccanica, nella manutenzione e naturalmente meno costoso all’acquisto; ma di contro molto fumoso, facile al grippaggio (considerata la scarsa qualità degli olii di allora), scarso di coppia ai bassi regimi.
Nasce così l’ Aermacchi (Varese) che già dal 1912 costruiva aerei, Aero Caproni (Arco di Trento) anch’essa ex fabbrica di aerei, Berneg (Casalecchio di Reno), Beta (Firenze), Breda (Milano), Ceccato (Alte), Cimatti (Pioppe di Salvaro (BO), Comet (Bologna), Demm (Porretta Terme), Ducati (Bologna), Gitan (Caorso), Guazzoni (Milano), Imn (Baia di Napoli), Innocenti (Milano), Iso (Bresso), Itom (Torino), Laverda (Breganze), Maserati (Modena), Mi-Val (Gardone Valtrompia), Mondial (Bologna), Moto Morini (Casalecchio di Reno), Motobi (Pesaro), Motom (Milano), MV Agusta (Verghera, Varese), Ollearo (Torino), Parilla (Milano), Piaggio (Pontedera), Rumi (Bergamo), Sterzi (Palazzolo sull’Oglio).

Sarebbe veramente bello veder risorgere marchi come Aermacchi, Laverda, Mondial, Motom, Parilla e Rumi.
Ma purtroppo oggi i tentativi di far rinascere un marchio sono sempre più difficili, anche perché chi vi tenta è generalmente qualche imprenditore con nessuna tradizione motociclistica alle spalle e che pensa solamente al business.

Si vedono così spuntare degli ibridi con motori presi chissà dove, telai assemblati chissà dove e con molta componentistica cinese.
Moto che non rispcchiano nessuna tradizione della ex casa madre, se non il logo che portano sul serbatoio.
A questo punto forse è meglio lasciare le cose come stanno e ricordare (chi li ricorda) questi gloriosi marchi.
Rimarremo sempre meravigliati quando li incontreremo nei raduni o nei musei  motociclistici, e la frase ricorrente sarà sempre la stessa: “ma noi italiani sapevamo  fare queste cose anche in quell’epoca?”.

Rumi 125 Turismo del 1950
Rumi 125 Turismo del 1950


fonte:  http://www.dueruotenelweb.it/2009/01/troppi-marchi-italiani-sono-andati-persi-perche-non-farne-rinascere-qualcuno.html

Aermacchi Ala Verde 250
Aermacchi Ala Verde 250

Troppi  marchi motociclistici italiani sono caduti nell’oblio: Rumi, Moto Maserati, Guazzoni, Parilla, Motobi, Laverda, Aermacchi, etc.
Tutte moto stupende che hanno segnato un passo della storia motociclistica italiana.
Pensate che sia improponibile farne rinascere qualcuno?
Possibile che non vi sia un imprenditore con un pò di soldini da investire, che non sia capace di acquistare uno di questi marchi e mettere sù una fabbrica che ricalchi le sue produzioni e le sue filosofie?
E non certo andando a cercare qualche assemblatore coreano o cinese che ci appioppa sopra il marchio originale della casa e che poi ci fa uno scooter o qualche altra moto dalle connotazioni chiaramente orientali, magari con frizione automatica!
Se fossi un imprenditore mi metterei al lavoro cercando di produrre moto il più simili possibile ai modelli storici, che ancor oggi fanno girare la testa a chi le osserva e a chi ne capisce ancora di moto!
Non mi andrei ad impelagare in progetti megalattici cercando di operare il rilancio facendo leva su produzioni di maxi-mega-ultra-iper moto, ma più semplicemente rispettando quelli che furono i canoni della casa, ovvero stupende monocilindriche o bicilindriche dalla cubatura media, leggere, agili, filanti e toste.
Un motore che ancora fa sentire i suoi colpi senza l’interposizione di catene, catenelle ed equilibratori.
Moto che vanno veloci perché i loro motori, anche se non straripanti di cavalli, dovranno spingere delle masse filanti che pesano poco, dal rapporto peso-potenza ottimale.
E allora signori imprenditori del settore, la strada è già aperta, i marchi sono pronti per essere “adottati”, la storia c’è pure, il mito non manca e la voglia di vederli ritornare in auge neanche!
Cosa aspettate?


L’essenza della moto. L’abbiamo persa di vista!?

 fonte: http://www.dueruotenelweb.it/2007/11/lssenza-della-moto-labbiamo-persa-di.html




Credo che non vi sia motociclista con un pò di annetti sul groppone che non abbia posseduto svariati modelli di moto.
Ogni moto posseduta lascia dietro di se un ricordo indelebile, a volte piacevole a volte un po’ meno, a volte anche brutto.
Vi sono moto che si ricordano in modo particolare, e non tanto per la loro grande affidabilità, per la loro qualità o per le loro prestazioni, ma semplicemente perché ci hanno donato delle sensazioni particolari, o meglio perché ci hanno emozionato in maniera particolare.
Se uno chiede ad un motociclista con una certa carriera qual è fra le moto possedute quella che gli è piaciuta di più o che gli ha lasciato un ricordo indelebile, vi accorgerete che egli mezionerà il modello più datato.
Questo non accade perché le moto di prima erano da ritenere più affidabili o migliori di quelle di oggi, ma per il semplice fatto che le moto di qualche decennio fa (nel mio caso diversi decenni) pur se angustiate da qualche problemino riuscivano a donare qualche cosa in più.
Questo qualcosa in più io lo definirei (sempre che questo termine si possa associare ad un mezzo meccanico), “carattere”.
Si, le moto di una volta avevano carattere, quello che non riesco più a trovare nelle moto d’oggi.
Provate a chiedere a qualcuno che ha posseduto una Norton Commando o una Guzzi V 700 Sport, una Laverda 750, ma anche qualche moto di media cilindrata come l’ Honda CB400 Four, la Morini 350 Sport o la Ducati Scrambler, e mi fermo qui, vedrete cosa vi dirà! Erano moto che si riconoscevano ad un miglio di distanza, per il loro personale rombo, per i loro colori, per le loro linee.
Ragazzi che moto!
E non occorreva certo avere più di cento cavalli sotto le terga.
Chi non ha vissuto quel periodo non può certo capire, e tutto ciò che gli viene propinato oggi per lui va bene.
Moto anonime, tutte uguali!
Moto che viste di davanti sembrano scooter; scooter che visti di davanti sembrano moto.
E poi plastica, quanta plastica!
Così se fai una semplice scivolata devi sostituire almeno 5 pezzi concatenati fra di loro, ognuno col suo codicino, ognuno col suo costo, naturalmente grezzi, poiché andranno poi verniciati in un carrozziere che ti farà sborsare la stessa cifra che occorre per verniciare un’auto intera.
Sarà che ormai sono fatto grandicello e che appartengo ad un’altra “era motociclistica”, ma devo confessare che le moto di oggi, tranne qualche particolare modello non mi dicono più niente.
Inoltre ho la vaga sensazione che questa corsa alle potenze estreme, alle superprestazioni, alla ipertecnologia, alla ricerca del nuovo che deve sbalordire ad ogni costo, ci stia facendo perdere di vista quella che è la vera essenza della moto, o meglio, dell’andare in moto.

 


lunedì 9 novembre 2009

Cafè Racer 2B By Enat

Video splendito che descrive la realizzazione di un serbatoio in alluminio di una cafè racer: la 2B





Il  metallo del telaio cede e si  strappa  per lavoro  eccessivo , si  ripara e  si  riassembla il  telaio al  motore   e  anche tutte le altre parti  della 2B  fino  all'accensione ........godetevi  questo  spettacolo:



E infine dopo tutto questo duro lavoro sulla cafè racer 2B finalmente un bel giro sul circuito di Pau-Arnos


FONTE: http://www.youtube.com/user/2benat

domenica 8 novembre 2009

MATCHLESS G3LS 350 nelle mani del Gambero!!!!


Ciao a tutti la moto in questione  è  per noi  una novità , Gamberetto già  si  starà  studiando  la moto , la sua tecnica e la sua  storia,  io ( felipeto) intanto vi  posto  alcune  foto e video  che rittraggono la moto  dentro  al  Box e ad  un " trasporto" improvvisato della moto,  da casa del propietario  al  box del  gamberetto.........
La moto  non parte  , ha l'impianto elettrico  rovinato e da rifare  completamente da 0..........l'integrità della meccanica è  da verificare  ........ vi  invito  quindi  a seguirci  sempre nel blog  perchè  ovviamente  oltre  ad altri  servizi posterò la futura messa in moto di questa vecchissima moto .


ecco una versione G3LS del 1958 tenuta  bene :



Ecco  alcuni  scatti :




 


mercoledì 4 novembre 2009

- Burt Munro e la sua Indian Scout -

Siamo onorati di presentarvi un personaggio che ha scritto la storia nel mondo della passione motoristica mondiale , ha fatto record e da solo ha modificato la sua moto del 1920 fino ad ottenere vari record di velocità !!!! leggete la sua storia (  http://www.fedrotriple.it/burt_munro_indian.html   ) e vedete alcuni video a lui dedicati ,ne vale la pena davvero!!!! 
Indian Scout del 1920 originale

trailer di un film a Burt Munro dedicato , interpretato da Antony Hopkins un film che ha lasciato un segno molto grande nel nostro cuore !!! personalmente il miglior film che racconta la nostra passione !!!!



immagini vere di Burt Munro:

colonna sonora : (Billy Idol - Speed)


Con enorme piacere vedo che anche i francesi ci stanno sotto con Munro ( come si dice dalle nostre parti )



Burt iniziò a modificare la sua Indian nel 1926 nel garage di casa. I primi pistoni verranno ottenuti colando alluminio fuso direttamente in buchi scavati nella vicina spiaggia locale! Nel corso degli anni realizzerà cilindri, volani, pistoni, alberi a cammes, bielle, sistema di lubrificazione, e molti altri componenti. Speritmenterà fusioni con leghe di vari metalli per trovare quella più adatta al suo scopo. Le rifiniture dei pezzi spesso venivano fatte a mano. Qui sotto è raffigurata strana esposizione di pistoni, cilindri e altro materiale sacrificato, ironicamente intitolata "le offerte al dio della velocità".





Il sogno di Burt era quello di provare la sua Indian nel lago salato di Bonneville nello Utah, tempio dei record mondiali su terra. Mise da parte i soldi per anni fino a quando nel riusci a coronare il suo sogno nel 1962 anche grazie al contributo economico di alcuni amici (motociclisti e non). Partì per l'America con un budget limitato, con il cuore malato ma con la voglia di superare tutti gli ostacoli che si sarebbero potuti frapporre fra lui e il record mondiale. Si pagò il viaggio lavorando come cuoco nella nave che lo trasportò in USA, Burt aveva sessantatre anni.


Burt racconta di avere avuto terrificanti esplosioni di motori nella sua carriera, uno di questi è raccontato nella lettera a Jhon " ero nella spiaggia di Beach a Auckland nel 1969, precisamente nel mese di aprile. Avevo trasportato la moto per 1800 km. Nelle prove esplose un pistone (ne avevo appena costruiti tredici nuovi nel '69!) con relativa biella e spinotto: andarono distrutti entrambi i nuovi cilindri ed il basamento si incrinò, un disastro. Riportai a casa la moto e in otto settimane e mezzo la misi in condizioni di correre nuovamente costruendo anche otto nuovi pistoni e due nuove bielle fatte in casa."

 


Record mondiali American Motorcycle Association:
Flying One Mile. Class S - A 883 cc
Munro Special Indian - 178.971mph - 288,8km/h, Bonneville, 20 August 1962

Flying One Mile. Class S - A 1000 cc
Munro Special Indian - 168.066mph - 270,5km/h, Bonneville, 22 August 1966

Flying One Mile. Class S - A 1000 cc
Munro Special Indian - 183.586mph - 295,4km/h, Bonneville, 26 August 1967




"INDIAN: LA GRANDE SFIDA" con Anthony Hopkins - 2005
"INDIAN: LA GRANDE SFIDA" con Anthony Hopkins - 2005


La speed web di Japkiller By Gamberetto

Japkiller il nickname di un appassionato di moto che naviga su   http://www.forumtriumphchepassione.com/forum/  incarica a Gamberetto di assemblare e preparare una speed ........chiamata speed web xchè tutti i pezzi della moto: telaio , motore, forcellone , forcelle ecc ecc ecc sono stati comprati sul web da japkiller e poi portati in scatoloni nel box del gamberetto , in seguito ai tanti post e foto fatti su questa moto, grazie anche a triumphchepassione la moto poi è stata protagonista di un servizio su moto special.




Un copia e incolla dal forum triumphchepassione ( è japkiller che parla ):
SPEED WEB Per chi non lo sapesse ha questo nome perchè non una singola parte è stata acquistata in negozio o concessionario triumph, persino il meccanico preparatore è del Forum. Un altra dimostrazione che questa community è sempre più a livello di congrega di amici.... L'unica cosa che ho dovuto, mio malgrado (300 euro) acquistare da Dino Romano è stata la serie di guarnizioni completa del motore. Poi tra amici del forum, ebay e tanto, tantissimo lavoro di preparazione è uscito il resto.... Fare una moto comprandola a pezzi avrebbe dei costi sovrumani, in questo modo la spesa è stata contenuta in circa 8000 euro, (senza fare i conti troppo accurati altrimenti mi prende male). Secondo me il gioco è valso la candela.... Grazie a tutti

La moto appena portata a Gamberetto si  presentava cosi'!






Nelle varie fasi  di  elaborazione:


 
 
 
e poi  :


ECCO il GAMBERETTO E LA SPEED WEB DAVANTI AL SUO  BOX!!!
 
IL  LOGO  DI  GAMBERETTO G.L.T.
 

ALCUNI  PARTICOLARI
 

elenco  modifiche

kit forcelle completo (molle pompanti lamelle olio) ohlins andreani
mono ohlins
pinze anteriori discacciati
tubi separati in treccia
frizione idraulica
pompa freno radiale PT
pompa firzione radiale PT
kit monofaro LSL
supporto strumenti fisso LSL
tamponi paratelaio LSL
pedane arretrate valtermoto 3.5
manubrio conico wrp
risers rizoma
pinza freno posteriore brembo
disco posteriore braking margherita
verniciatura micalizzata telaio blu
verniciatura micalizzata carene bianco perlato
revisione motore
kit cuscinetti e guarnizioni nuovi
kit posteriore maddoctor
portatarga bl italia
serbatoi fluido freni e frizione rizoma
tappo serbatoio lightech
scarico centrale e terminali lavizzari alti titanio
mappatura centralina personalizzata
ammortizzatore di sterzo extremetech
candele ngk iridium
filtro aria BMC
filtro olio K&N highflow
olio bardahl xc60
kit pista stesso colore carene
sella custom monoposto


Oggi festeggiamo a distanza di guasi un anno , la special di Gamberetto , la speed web di Japkiller che fu protagonista di un servizio su moto special . Lo festeggiamo con un bel tagliando sulla speed di bagarre un nostro amico a suon di fiammate che escono dallo scarico hi hi hi veramente carina la cornice dove hai messo le pagine di quel servizio .......sono Orgoglioso di te Gamberè , un abbraccio felipeto


se volete altre informazioni sulla speed web fate una ricerca su   
 http://www.forumtriumphchepassione.com/forum/le-vostre-moto/71753-special-di-japkiller-sta-prendendo-forma.html   
   ci sono più di un 3d ad immortalare questa special , tutti piene di foto mentre gamberetto monta e prepara la special..............